Pubblichiamo, di seguito, un articolo che riporta l’intervista apparsa su un giornale locale
Per raccontare cos’è la Comunità del Cibo abbiamo incontrato il presidente Patrizio Monticelli insieme alla vicepresidente Patrizia Bergami e a Laura De Biasio, socia fondatrice e membro del direttivo. Ci accolgono all’interno dell’antico chiostro dell’Abbazia di Mirasole. È proprio qui, tra mura di pietra, orti, stalle e campi coltivati, che ha sede la Comunità del Cibo del Parco Agricolo Sud Milano.
Seduti a un tavolo di legno consumato dal tempo, non si parla di nostalgie contadine, ma di futuro: cibo, comunità e responsabilità verso un territorio che rischia di essere dimenticato o consumato. Monticelli è chiaro: «I nostri tre obiettivi sono difendere il Parco Sud dal consumo di suolo, creare una rete tra i produttori agricoli che condividono valori ambientali ed etici e promuovere l’educazione alimentare».
Questo progetto non nasce dal nulla. Si inserisce nella legge nazionale del 2015, che permette alle regioni di riconoscere le Comunità del Cibo. Esperienze consolidate esistono già, soprattutto in Toscana, che ne ha attivate una quindicina. «Lì questi modelli funzionano da anni – spiega Monticelli – noi stiamo portando lo stesso spirito dentro l’area metropolitana milanese» La tutela del Parco è il primo pilastro. «Se perdiamo questo territorio, perdiamo tutto».
Accanto alla difesa c’è il sostegno agli agricoltori: «Vogliamo che i piccoli produttori non si sentano soli. Una comunità serve a questo: condividere fatica, prodotti, conoscenze».
Il terzo obiettivo riguarda le scuole e le mense pubbliche, perché il cambiamento, dicono, passa anche dal piatto dei bambini.
La vicepresidente Patrizia Bergami insiste sulla forza del racconto: «Il Parco Sud non è solo da difendere, è da far conoscere. Se non lo conosci, non lo ami. E se non lo ami, non lo proteggi». Da qui nasce anche la proposta di turismo lento: «Un turismo che osserva, si ferma, respira la tradizione».
Dalle parole ai fatti. La Comunità ha già avviato un progetto sperimentale di educazione alimentare nelle scuole primarie di Opera, coinvolgendo circa cento bambini. «Molti hanno iniziato a parlare di frutta, sprechi e stagionalità anche a casa», racconta Laura De Biasio. «Significa che il seme ha iniziato a germogliare».
Sono attivi percorsi di recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari e, nel 2026, nascerà nel Municipio 7 di Milano il primo mercato contadino della Comunità, gestito dai produttori e con una quota destinata ai progetti sociali. «Sarà un mercato vero e solidale», sottolinea Monticelli.
Si lavora anche sulla trasformazione delle eccedenze: conserve, verdure cotte, sughi. «L’idea era di farla qui a Mirasole – spiega De Biasio – ma è stata rimandata, pur rimanendo un obiettivo fondamentale».
Oggi la Comunità riunisce oltre cento tra produttori, associazioni, amministrazioni e cittadini. «Non siamo un sogno romantico – conclude Monticelli – siamo mani, terra e relazioni. Creare valore è l’unico modo per rendere questo territorio più forte delle speculazioni. E farlo insieme è l’unico modo perché duri».
