La CDC aderisce alla mobilitazione nazionale di COAPI – Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani. Il 9 gennaio 2026 dalle ore 11, gli agricoltori arriveranno a Milano in P.zza Duca D’Aosta con i loro trattori per una manifestazione con presidio, su invito del Movimento Riscatto Lombardia e di altre realtà riunite nel COAPI (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani).
Alla mobilitazione si uniranno delegazioni di altre regioni italiane e rappresentanti del Comitato Nazionale del COAPI che dal Febbraio del 2014 denuncia la gravissima condizione delle micro, piccole e medie imprese dell’agroalimentare italiano, propone e chiede misure straordinarie per arrestare l’emorragia continua di aziende, l’abbandono delle terre e delle marinerie che stanno impoverendo il Paese.
La denuncia del COAPI e le sue richieste non hanno finora avuto risposte adeguate; al contrario si allarga la forbice fra l’agroindustria delle esportazioni, la Grande Distribuzione e la condizione vergognosa delle piccole, micro e medie imprese produttive. Mentre il Made in Italy è sempre più in mano alla speculazione con marchi senza la materia prima delle nostre terre, nell’anno in cui la cucina italiana diventa Patrimonio dell’Unesco, crescono i rischi per le piccole e medie aziende, si spopolano le comunità, si indebolisce il diritto al cibo per i cittadini
I dati presentati il 18 dicembre scorso dall’OIPA (Osservatorio Insicurezza e Provertà Alimentare), incrociati con le stime Istat, sono impietosi. Questi alcuni che documentano il crollo dei redditi agricoli fra il 2021 e il 2025: Olio EVO -20%, Uva da tavola -56%, carne suina -8,7%, vino Doc/Docg -15%, latte ovino Sardegna -66,8%. Nel frattempo il prezzo al consumo dei beni alimentari più comuni (verdure, latticini, uova, pane e cereali) ha subito una impennata del +25%. Circa il 10% degli italiani non riesce a permettersi un pasto proteico ogni due giorni.
In questo quadro si inserisce il netto rifiuto dell’accordo Mercosur, uno dei punti centrali della mobilitazione. L’importazione massiccia di prodotti a basso costo dal Sud America non significa prezzi più bassi per i cittadini, ma compressione dei redditi agricoli, perdita di qualità e minori garanzie sulla sicurezza alimentare. I cittadini rischiano di pagare di più prodotti locali sempre più rari, mentre consumano cibi di origine incerta e meno controllata. Difendere le produzioni italiane non è protezionismo, ma tutela della salute, del lavoro e del diritto a un’alimentazione sicura e trasparente.
II COAPI invita all’Unità fra Produttori e Cittadini, al sostegno ed al lavoro comune proponendo 4 primi obiettivi concreti:
- NO all’Accordo UE/Mercosur
- (che favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani)
- SI al prezzo giusto per produttori e consumatori
- (con norme, controlli efficaci e certi contro il trust e la speculazione)
- NO alla deregolamentazione della PAC e della PES
- (che devono garantire gli interessi di cittadini, contadini e pescatori)
- SI ad una legge sulle etichette trasparenti
- (basta con le proroghe e le sperimentazioni, l’Italia si doti di norme strutturali)
E’ previsto un primo incontro il 9 gennaio dalle ore 14.30 nel presidio in P.zza Duca D’Aosta e una assemblea online per il giorno 12 gennaio fra quanti sono interessati per adottare il documento della mobilitazione, con l’agenda delle iniziative e per costituire il Consiglio Unitario che la gestirà adottando gli strumenti necessari.
Piazza Duca d’Aosta sarà trasformata in uno spazio vivo e partecipato, non solo di protesta ma di consapevolezza. I cittadini potranno attraversare percorsi esperienziali che mostrano visivamente la differenza tra prezzo alla produzione e prezzo al consumo, partecipare a laboratori sulle etichette, visitare una mostra fotografica che racconta due anni di crisi tra campagne e città e avvicinarsi a un mercato simbolico delle produzioni agricole locali per toccare con mano la qualità e il valore del cibo.
Per maggiori informazioni: https://coapi.sovranitalimentare.it/mobilitazione2026/
